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Ippica

Passatempi


In senso sportivo l'ippica consiste nell'addestramento e nell'allevamento dei cavalli per le corse al galoppo, al trotto e a ostacoli; le origini di tale sport vanno fatte risalire alle epoche più remote: la passione per il cavallo si diffuse prima tra i Greci poi tra i Romani ed era così sentita che gli Imperatori stessi nutrivano grande interesse per le corse al Circo (così era definito il luogo in cui prendevano il via le gare dei cavalli).

Caduto l'Impero Romano la tradizione venne portata avanti in Oriente dagli Arabi i quali, stando alla leggenda, istituirono grazie a Maometto le prime corse per cavalli montati nel 630 a.C.; per assistere a vere e proprie corse con un pubblico spettatore si dovette attendere l'inizio del Cinquecento (siamo in Inghilterra all'epoca di Enrico VIII). I sovrani dopo di lui furono i promotori dell'evoluzione dell'ippica con la creazione dei primi ippodromi e con l'importazione di stalloni orientali. Ad oggi le corse ippiche si dividono in gare al trotto e in gare al galoppo.

I cavalli da corsa sono per la maggioranza dei purosangue inglesi scelti per la loro peculiare abilità; originari del Settecento, questi cavalli sono i più veloci che siano mai esistiti e nacquero dall'incrocio di alcune giumente da corsa con tre stalloni: lo stallone Darley Arabian inviato nel 1704 dal console britannico Thomas Darley, lo stallone Byerley Turk catturato alla fine del Seicento dal capitano Byerley e lo stallone Godolphin Arabian acquistato dal Lord Godolphin. Dal mantello grigio, nero o castano, il purosangue inglese con le sue lunghe gambe il suo corpo slanciato è considerato un cavallo dalle doti straordinarie non solo nelle corse ma in tutti i concorsi relativi all'equitazione.

Nella storia delle corse avvenimento principale fu l'istituzione del Jockey Club nel 1752 vale a dire dell'organo che regolamenta tutte le corse ippiche; qualche anno più tardi esso rese pubblico il libro ufficiale del Purosangue chiamato Stud Book.